Enel fidelizza gli utenti con i contatori 

Enel accelera sulla sostituzione di 32 milioni di contatori con i quali controllerà il consumo degli italiani e quindi il mercato dell’energia elettrica.

La decisione di sostituirli é di e-distribuzione e risponde solo a necessità aziendali di Enel: la vita utile di quelli vecchi non esiste “per legge”.

Nei contratti di fornitura, che tutti dovremmo leggere una volta nella vita, il distributore misura l’energia e comunica il dato di consumo al nostro fornitore.

I consumatori conoscono, e hanno rapporti contrattuali solo il fornitore, che preleva con le bollette il servizio di misura per conto del distributore.

Sembra che, per la sostituzione, sará questa volta il distributore a contattarvi.

Lo farà solo se il contatore é installato all’interno dell’abitazione mentre, in caso contrario, non ve ne accorgerete, come già successo in passato.

Dovrebbe essere il fornitore ad avvisarvi per iscritto che arriva qualcuno a cambiarlo ma non sarà così perché ci sono miliardi di euro in ballo.

E’ pacifico invece che, come utenti, dovrete essere d’accordo sulla sostituzione, non fosse altro perché il contatore lo pagherete tutto  voi e anche caro.

L’obbligo della sostituzione in realtà sussiste per il distributore ma non per l’utente.

Perché i contatori debbano essere sostituiti lo sa solo Enel; nessuno ricorda infatti quando gli é stato sostituito il precedente e non esistono documenti controfirmati; non si sa quanti anni hanno funzionato né quante volte li abbiamo pagati.

Insomma, parola di Enel,vanno cambiati.

Sappiamo solo che non sono omologati, e quindi non é possibile né provarli legalmente in contraddittorio, né stabilire quale sia stata la loro vita utile.

Non essendo stati omologati non si sa neppure come funzionino nè quali operazioni, legali o illegali,  possano essere effettuate da remoto.

L’unica cosa certa é che, se ve lo farete sostituire, lo pagherete e se non assisterete alla sostituzione potrete avere delle grosse sorprese come un addebito di energia mai consumata.

Per sostituirli vi diranno che così ha deciso l’Autorità per l’energia ma non é sufficiente.

Vi diranno che sono omologati ma invece non lo è il sistema di tele-gestione del quale il contatore è solo un componente.

Ci troveremo in bolletta 4,5 miliardi di euro, solo perchè lo ha deciso mamma Enel, esattamente come 15 anni fa e, come 15 anni fa, non ci serviranno a nulla.

2 pensieri su “Enel fidelizza gli utenti con i contatori 

  1. Egr. ing. Beltrame
    Ma davvero stiamo scherzando: tutte le misure fatte dalle società distributrici ad oggi utilizzate per la fatturazione dei consumi sono illegali: vorrei che le stesse società mi dimostrassero il contrario con norme di legge emanate prima del 2007 nelle quali sia presente che i contatori elettronici installati ma soprattutto la lettura fatta a distanza, cioè la telelettura, sono state approvate dal parlamento italiano: in merito alle caratteristiche degli strumenti di misura, alla loro verifica annuale, ai dati di targa che debbono essere presenti sullo strumento per essere dichiarati legalmente validi ad effettuare le misure utilizzate per la fatturazione.
    Ad oggi non sono riuscito a sapere come funziona il sistema di trasmissione a distanza dei dati misurati dal contatore elettronico.
    Significa in pratica che il dato valido è quello fornito dalla società distributrice anche se i contatori non sono né certificati né conformi.
    Vorrei sapere come mai sono stati sequestrate decine di contatori elettronici a MIlano?
    Forse perché i dati forniti erano sballati oppure è il contatore che non è a norma.
    Speriamo che questo annoso problema sia risolto al più presto possibile perché da quello che sento in giro i clienti non ne possono più di essere tartassati da fatture delle quali non riescono a capire le varie voci che la compongono (grazie al Garante) e soprattutto ogni tanto si vedono arrivare fatture di conguaglio inaccettabili.
    E’ ora che il dato che conta ai fini della fatturazione è quello comunicato con l’autolettura.
    Distinti saluti.

    Roma 07/01/2017 Giuseppe Costantini

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  2. Caro Ing.re
    la sua battaglia in merito ai contatori UTILIZZATI ILLEGALMENTE come contatori misuratori dei consumi elettrici è meritoria.
    Tuttavia, per vincere la guerra non basta, se non si centra in pieno il bersaglio che non è la telegestione in se stessa, ma l’illecito uso come contatore probante dei consumi del telegestore, presente presso i punti POD delle utenze.
    Nessuna norma metrologica consente la telegestione con funzioni probanti dei consumi, anzi ne vieta la connessione da remoto, nel modo invasivo corrispondente all’uso che ne fa E- distribuzione.
    La responsabilità primaria di tale illeicità ricade sull’AEEGSI, che con una delibera illegale ( non ha infatti poteri sulla metrologia legale ), ha dato incarico ad Enel di misurare i consumi elettrici, senza escludere l’uso della telegestione.
    Come MCI movimento cittadini indifesi, partendo dalle normative metrologiche della UE e Italiane, che nettamente per motivi di sicurezza e di idoneità negano la possibilità di “comando” da remoto, nei confronti del software di misurazione, abbiamo diffidato l’Enel o e – distribuzione affinchè sia inserito a valle dell’attuale telegestore un contatore elettronico, non collegabile da remoto con alcun altro software, e utilizzato come misuraztore probante dei consumi, se legalmente omologato e verificato.
    In questo modo Enel, utilizzare il risultato della telelettura solo come misura provvisoria e non probante.
    Solo se tale misura coincide con quella del Contatore di controllo probante, la fattura potrà essere riscossa ed opposta all’utente.
    Naturalmente non ha senso cambiare il telegestore, se serve solo per comunicare, ma non valenza metrologica.
    Tale soluzione è sempre vantaggiosa per Enel, che diversamente negando tale possibilità sarà costretta a dismettere la telegestione, perchè fuorilegge.
    In effetti è ciò che abbiamo chiesto ed intimato al MISE ai sensi degli art.16 e 17 del Dgls 22/2007 e delle successive modifiche ed integrazioni.
    Naturalmente le nostre diffide sono non solo nel rispetto dei punti 7 ed 8 dell’allegati 1 del citato decreto, ma anche supportate da una ricerca sul campo effettuata dal laboratori di ricerca elettronica della Ecotecnologie, reperibile su internet, alla voce “dossier Enel”.
    Infatti, è dimostrato che Enel viola i citati punti 7 ed 8, profittando del possesso della password per l’accesso al software del telegestore e della possibilità di intervenire sulle funzioni metrologiche ed in particolare sulla funzione tempo, variando a suo piacimento il numero di secondi/ora, con ciò derubando gli utenti.
    Quanti? Tutti anche con un solo clic.
    Ci sarà da lottare se vuole possiamo farlo assieme, non spero molto nelle corrotte associazioni consumatori, ma la verità sono sicuro vincerà.

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