Il consumatore utile idiota

Risparmiare si può, basterebbe sapere quanto si consuma, ma nessuno lo sa!

Nessuno sa quanto gas e quanta energia elettrica consuma perché non legge i contatori e perché le bollette che riceve addebitano consumi stimati.

L’Autorità per l’energia, unica responsabile di questo scandalo, conferma che 35 milioni di utenti del gas e 10 milioni di utenti di energia elettrica ricevono bollette basate su consumi stimati.

I consumi stimati sono sempre maggiori di quelli reali, i consumatori sono decine di milioni, e quindi sono miliardi gli euro che vengono versati in anticipo.

Allo stato vanno più accise e più tasse e le società del settore presentano ottimi bilanci.

Tutti vivono sulle spalle delle nostre bollette, tutti sanno che le paghiamo e magari se le sono già vendute. Chissà quante volte.

In compenso molti non sanno neppure dov’è installato il contatore. Tutti si fidano di contatori vetusti, imprecisi e illegali, e appoggiano le bollette in banca senza leggerle.

Quando arriva la bolletta di conguaglio,anche di dieci anni prima, le cifre sono tali che la rateizzazione viene proposta in automatico, senza chiedere neppure scusa.

Se a milioni di consumatori non interessa neppure quanto consumano è del tutto inutile piazzare contatori sempre più sofisticati, come vuol fare Enel, il cui costo verrà aggiunto in bolletta.

A chi servono in realtà i nuovi contatori?

Raccontano balle dicendo che serve a noi, raccontano balle dicendo che é gratis e quando non sanno più cosa dire  “lo chiede l’Europa”.

Una serie di balle solo per piazzarci questi aggeggi, per poterci entrare in casa e stabilire da remoto il nostro consumo perché, appunto, sanno che nessuno controlla.

Un pensiero su “Il consumatore utile idiota

  1. Egr.dott. Beltrame
    La prima considerazione che faccio, in merito a quanto scritto, è quella che i cittadini magari sanno dove si trova il contatore dell’energia elettrica ma non lo sanno leggere perché da quando è stato installato nessuno della società fornitrici si è preso la briga di istruirlo nè tantomeno di fornire loro un libretto di istruzioni che, normalmente, accompagna qualsiasi apparecchiatura.
    Già questa considerazione fa capire come le società distributrici ma soprattutto quelle fornitrici del servizio abbiano tutto l’interesse a non fornire ai loro clienti quelle informazioni che, forse , renderebbero più chiaro il rapporto cliente/società.
    Inoltre quello che mi sorprende è la sovrapposizione dei ruoli dei vari enti o Ministeri: da quando la legge che ha creato il Garante gli ha dato l’opportunità di emettere delibere che non le competono?
    Ma siamo in Italia dove esiste un detto: fatta la legge trovato l’inganno.
    Questa è la situazione che si è venuta a creare in Italia dove la legge fatta in Parlamento è completamente disattesa all’atto pratico proprio da quelle società e da quegli enti che dovrebbero applicarla.
    E’ chiaro che questa situazione andrà avanti fino a quando la maggioranza dei cittadini non prenderà coscienza che la maggior parte delle società emette fatture in molti casi non congrui con i consumi effettivi: il bello che lo stato ha dato loro l’opportunità di emettere fatture di conguaglio entro cinque anni dalla data di stipula del contratto.
    Quello che sorprende, però, è il fatto che, quando sono richieste documentazioni in merito alle fatture di conguaglio, le società fanno orecchie da mercante: semplicemente non rispondono.
    Per non parlare della richiesta fatta in merito al certificato di conformità e del libretto di istruzioni richiesto a ENEL ENERGIA SPA, mai pervenuti.
    Fino a quando le grandi società saranno coperte dalla politica per interessi che vanno al di là degli scopi con cui sono nate, non sarà possibile al cittadino contrastare queste soprusi.
    Per quanto sopra sono molto scettico che il rapporto cliente/società di servizi sia, per il futuro, un rapporto realistico che dia al cliente l’opportunità di far valere le sue ragioni e soprattutto coloro che hanno il compito di legiferare non siano d’accordo con le stesse socieàtà che dovrebbero applicare le leggi.
    Distinti saluti Giuseppe Costantini

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