I mantenuti 

Da gennaio ci arriva una bolletta più semplice, senza il dettaglio dei numerosi oneri parafiscali. 

Per una  piccola impresa sono:

1) Corrispettivi per sbilanciamento e dispacciamento

Corrispettivo per l’approvvigionamento delle risorse del Mercato Servizio Dispacciamento

Copertura costi delle unità essenziali per la sicurezza del sistema.

Corrispettivo a copertura dei costi della modulazione della produzione eolica.

Corrispettivo di reintegrazione salvaguardia transitoria.

Costi per la capacità produttiva.

Costi per la remunerazione dell’interrompibilità del carico.

Corrispettivi riconosciuti per il funzionamento di Terna.

Costo per l’aggregazione misure.

2) Corrispettivi per l’uso della rete e il servizio di misura

Costo distribuzione.

MIS – Corrispettivo per la misura.

TRAS – corrispettivo per la trasmissione energia assorbita.

Distribuzione – quota energia.

Distribuzione – quota fissa.

Distribuzione – quota potenza.

3) Componenti A – UC – parte fissa (indipendenti dal consumo )

A2 – attività nucleari residue

A3 – promozione della produzione da fonti rinnovabili (e assimilate)

A5 – finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo

UC6 – remunerazione dei miglioramenti della continuità di servizio

4) Componenti A – UC – parte variabile ( proporzionali al  consumo)

A2 – attività nucleari residue.

A3 – promozione della produzione da fonti rinnovabili e assimilate.

A4 – finanziamento dei regimi tariffari speciali.

A5 – finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo.

UC6 – remunerazione dei miglioramenti della continuità di servizio.

AS – corrispettivo per la copertura utenze disagiate.

UC3 – costi per gli squilibri del sistema di perequazione della trasmissione e distribuzione.

UC4 – copertura delle integrazioni tariffarie alle imprese minori.

UC6 – remunerazione dei miglioramenti della continuità di servizio.

MCT – finanziamento per la compensazione territoriale.

UC7 – copertura oneri derivanti da interventi per la promozione dell’efficienza energetica.

Ae – per finanziare le agevolazioni alle imprese con elevati consumi di energia.

La bolletta riportava decine di voci incomprensibili e disomogenee per valore, da pochi centesimi alle migliaia di euro.

Con la nuova bolletta é sparito tutto sarebbe facile, per un fornitore disonesto, aggiungere una voce di costo fittizia, tanto nessuno controlla!

I mantenuti sono tanti: Terna, che presenta bilanci imperiali; poi i produttori di energia rinnovabile, che incassano sontuosi incentivi; poi quelli che dopo venti anni, incassano ancora le tariffe CIP6; quelli che lavorano nel nucleare anche se non l’abbiamo; c’è ENEL, indiscusso monopolista della distribuzione e  gli altri distributori, le multi-utilities para-comunali che sono indebitate fino al collo ma presentano ancora margini a due cifre.

La liberalizzazione all’italiana ha creato AEEG, GSE, GME e l’Acquirente Unico, tutti riferibili allo Stato.

Non ha portato alcun vantaggio economico per l’utente, privandolo della possibilità di capire quello che paga.

Con le nostre bollette finanziamo quelli che non le pagano, o pagano tariffe agevolate;  i lavoratori sardi abbandonati da Alcoa, le bollette degli ex-dipendenti delle società elettriche; magari le bollette dei parlamentari e dei partiti, quelle del Vaticano e San Marino e adesso la RAI.

Le tariffe dell’energia elettrica sono segnate dallo stesso destino della benzina, che paga ogni calamità naturale ma così non si penalizzano le gite al mare, si distrugge il tessuto industriale del paese.

Le cospicue rendite di posizione di questa pletora di fortunati parassiti interessano ovviamente gli stranieri ai quali il Governo ricorre per vendere, sia le nostre bollette che le nostre infrastrutture.

Il saccheggio è appena cominciato e quando il barile tornerà a salire le bollette esploderanno! 

7 pensieri su “I mantenuti 

  1. Egr. dott. Beltrame
    Leggendo questo articolo mi sono reso conto come, in Italia, si riesce a gabbare e a turlupinare il cittadino per il pagamento di imposte di cui non si sa dove vanno a finire, se sono denunciate dalla società che ne usufruiscono e infine quelle che, sotto banco, sono inserite dalle società come se fossero legali.
    Quello che sorprende però è il numero di queste imposte e la validità delle stesse a far parte della bolletta elettrica.
    E’ un insulto ai cittadini che si debba pagare più di oneri di sistema che dei consumi reali.
    Per quanto mi riguarda chi ha deliberato detti criteri è in combutta con le società: certo perché non riesco a comprendere come su 100 oltre il 50% sia dovuto a questi cosiddetti oneri.
    Ma quello che sorprende di più è che ci sono oneri incomprensibili: non sarebbe opportuno che la fattura fosse impostata in modo più dettagliato per sapere come sono ripartiti? Ma soprattutto non sarebbe più opportuno che le società o gli enti che ne usufruiscano ci presentino i loro bilanci dove debbono essere inseriti in entrata gli importo accreditati per sapere successivamente come sono utilizzati e sono stati congruenti con le finalità per le quali sono stati previsti?
    In questo grande paese vedo che c’è molta faciloneria nel far pagare determinate tasse: quello che non vedo molto bene è l’uso che ne viene fatto.
    Quando siamo in presenza di grandi numeri, come le imposte pagate a qualsiasi titolo a comuni,province, regioni e stato, sono completamente disorientato di fronte ai bilanci che sono presentati: il motivo è molto semplice perché quando si fa il rendiconto finale, chissà perché, le spese sostenute sono sempre superiori a quelle previste.
    In questo paese c’è una continua corsa a rincorrere il cittadino per fargli pagare anche quello che non gli spetta.Penso che l’unica soluzione è quella di mettere in piedi un comitato di tecnici, al di fuori dei partiti, che prenda in considerazione la verifica della fattura soprattutto per quanto riguarda gli oneri di sistema che in molti casi non hanno ragione d’essere, vedi attività nucleari residue. ( Siamo all’assurdo che paghiamo un onere per una struttura non più funzionante).
    Ho letto tutti gli oneri di sistema e resto sbalordito come l’AGEEGSI abbia potuto elaborare una simile tabella.
    Spero che queste mie considerazioni abbiano un seguito perché, obiettivamente, non si può più andare avanti con fatture dove il maggior peso è dovuto agli oneri di sistema e non ai consumi effettivi (se così si può dire).
    Distinti saluti Giuseppe Costantini
    P.S. L’articolo è stato stampato per avere sempre a portata di mano ciò di cui si parla.

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    • se avrà la pazienza di leggere il mio intervento sulla “capacitazione degli imbecilli” termine coniato da quelli dell’Autority ma che prima trovava applicazione in urologia e spermatozoi, e quando riceverà la nuova bolletta si renderà conto che tutti gli oneri non attinenti all’energia e alle tasse saranno espressi in un’unica voce. questo é il grande risultato di avere una popolazione di utenti ignorante, che non va a vedere gli oneri perché non ha tempo e poi sono troppi per cui AEEG viene incontro al consumatore e non gli da più il dettaglio. Se lo vuoi adesso paghi.

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      • Egr. dott. Beltrame
        ha ragione Lei quando afferma che detti oneri sono sono espressi da un’unica voce per la quale il cittadino, anche se ha una certa dimestichezza con questi problemi, non può assolutamente comprendere come siano ripartiti.
        Questa è stata la grande invenzione di chi ci governa oltre che dell’ AGEEGSI che permettono di impostare le fatture in questo modo non consento al cliente di capire dove vanno a finire gli oneri di sistema e soprattutto come siano ripartiti tra le varie società.
        Sia l’autorità politica che l’AGEEGSI sono correi nell’impostare le bollette in questa maniera non permettendo al cittadino di comprendere quello che paga per gli oneri di sistema dove vanno a confluire detti importi.
        Troppo facile: al cittadino si chiede chiarezza nella presentazione o dei bilanci o della denuncia dei redditi.
        Invece i nostri politici e le autorità addette al controllo delle tariffe fanno a gara a mantenere nel limbo o addirittura a nascondere quanto viene devoluto alle società relativo agli importi pagati in fattura tolti quelli relativi ai consumi.
        Non solo adesso sta scoppiando il caso di un’altra anomalia: come mai dobbiamo pagare l’IVA sulle accise ?
        Purtroppo per le società c’è adesso la sentenza del tribunale di Venezia che ha obbligato l’ENEL a restituire circa 100 Euro ad un cliente relativi all’IVA pagata sulle accise.
        Non so come andrà a finire la questione ma se fosse confermata sarebbe un grave problema per lo stato rifondere tutti i cittadini che faranno ricorsi relativamente a cinque anni antecedenti alla presentazione della domanda di risarcimento.
        La questione è grave ma penso che i politici cercheranno comunque di metterci una pezza.
        Alla faccia della democrazia e del rispetto nei confronti dei cittadini.
        Distinti saluti Giuseppe Costantini

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  2. Il SEN è un monumento alla generazione da combustibile fossile. Le bollette sono un schiaffo all’inteligenza e una presa in giro per il cittadino.
    Lo sapevate che grazie al TIC ( “TESTO INTEGRATO DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE PER L’EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI CONNESSIONE
    Periodo di regolazione 2012-2015” http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/11/199-11TICnew.pdf ) l’installazione di un nuovo misuratore di energia da 1,7 kW può costare anche 700 Euro, anche se l’infrastruttura di rete è esistente? Ma questa è tuttaltra storia!

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    • il problema dei contatori è ampiamente trattato nel blog così come i costi dei nuovi allacciamenti per dimostrare, bollette europee alla mano, che tutti mangiano con le nostre bollette e questa non è tutta un’altra storia, è il problema. c’è più di un post sul SEN che, concordo è una grande porcata, e una storia dell’energia che spero apprezzerai. le bollette sono un insulto all’intelligenza ma il paese è quello che è e alla gente piace essere trattata così. grazie per l’intervento, mi rincuora!

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