Perché non leggono i contatori

Le bollette addebitano consumi presunti perché nessuno legge il contatore,nonostante paghiamo in bolletta il servizio di lettura.

Dopo mesi, o anche anni, arriva così il bollettone di conguaglio.

Oltre ad una marea di numeri, ci informano che erano venuti per leggere il contatore ma non c’era nessuno in casa. Indicano anche la lista dei tentativi di lettura che senz’altro non riusciamo a verificare e ricostruire.

Quando poi cambiate il fornitore é il delirio.

Il nuovo fornitore chiede al distributore di leggere il contatore ma quello non lo fa e così passano mesi prima che ci arrivino le bollette, del vecchio e del nuovo fornitore.

Quelle del nuovo fornitore sono tutte acconti e non capirete più nulla sui vostri consumi.

I contratti impongono al distributore di leggere il contatore a scadenze previste ma l’Autorità, che non brilla certo per autorità, prevede anche il tentativo di lettura sul quale i distributori si attaccano.

Basterebbe limitare il numero delle bollette di acconto a una all’anno!

Numerosi lettori denunciano che neppure il dato dell’auto-lettura che comunicano, viene preso in considerazione, a conferma che il sistema non funziona.

Le bollette di conguaglio arrivano comunque entro i cinque anni canonici, ma possono riguardare consumi ancora precedenti e allora ci si chiede perché i fornitori attendano anni per fatturare ingenti partite di gas che rimangono, tra l’altro, in sospensione di accisa e imposte a danno dello Stato?

Com’è possibile che partite economiche così rilevanti possano essere chieste dopo anni?

Quanti soldi girano nel mondo del gas ed é per questa ragione che il  gas costa così caro?

E’ il risultato della liberalizzazione all’italiana, dove  tutti sono liberi di fare quello che vogliono e il consumatore è libero di pagare anche servizi inesistenti.

4 pensieri su “Perché non leggono i contatori

  1. Egr. ing. Beltrame
    mi accorgo sempre di più che molte società ci marciano emettendo fatture di conguaglio, quasi sempre onerose, pur avendo le stesse società ricevuto mensilmente i valori delle autoletture.
    Non riesco a capire come mai non ci sia stata, almeno una volta, una corrispondenza tra quanto trasmesso alla società fornitrice e quanto comunicato dalla società distributrice tramite le cosi dette “fatture di trasporto”, fatture che ogni cliente può pretendere dalla società fornitrice.
    Come già fatto presente in un altro articolo, nell’analisi della fattura è emerso che il 40% è da addebitare al consumo mentre il 60% alle varie voci extra che fanno parte della fattura compresa l’IVA sulle imposte di consumo e la dismissione delle centrali nucleari che contempla due voci, una a favore dello stato e l’altra a favore delle regioni dove sono state installate negli anni ’70 le stesse centrali.
    Quanto ci costa il Garante nel corso di un anno se poi i cittadini si sentono vessati da logiche che sono solo a favore del sistema ? Ma soprattutto quello che non sopporto è il fatto che non debba valere il dato relativo all’auto lettura quando lo stesso dato viene rilevato con sistemi sui quali non esiste alcun controllo.
    Per quanto mi riguarda questo rappresenta un sopruso nei confronti della clientela che non viene tutelata dalle istituzioni all’uopo preposte. Comunque sto preparando un ricorso avverso l’uso del contatore che, allo stato attuale, è stato legalizzato dal decreto di recepimento della MID con la frase “il contatore potrà essere utilizzato fino alla sua sostituzione”. E le prove che attestino che lo strumento è “CERTIFICATO E CONFORME ALLE NORME EUROPEE DEL 2004” dove stanno? Finora una cosa è certa che alcuni contatori sono stati sequestrati.
    Nella speranza di avere una risposta legale alla mia semplice domanda, Le porgo i miei più sinceri saluti.
    Roma 05/01/2017 Giuseppe Costantini

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    • Non é che l’auto-lettura non funzioni sempre. Funziona così: io cliente comunico i numeri al mio fornitore e il mio fornitore chiede, al distributore della zona dove risiedo, se i numeri che ho comunicato sono congrui. Due possibilità: il distributore legge o non legge i contatori da remoto. Se li legge e se i numeri sono congrui risponde al mio fornitore dando ok a quello che ho letto io.
      Quanti sono i contatori che non sono letti da remoto? Nessuno lo sa. Nelle more del ” nessuno lo sa ” conviene marciarci.
      L’esempio più chiaro sono le seconde case, dove i contatori illegali sono anche delle ciofeche immonde e dove le bollette sono sempre stimate.

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  2. Il tema è interessante è va letto nel contesto.
    Quando si iniziò la metanizzazione dell’Italia, per convincere l’utente ad allacciarsi al gas, le amministrazioni comunali concedenti il servizio, obbligavano i gestori a posizionare il contatore in proprietà privata dentro gli appartamenti (per minimizzare il costo dell’impianto interno che altrimenti doveva essere allungato fino al piede del fabbricato la maggior parte dei contatori fu posizionato sui balconi o nelle cucine).
    Questo succedeva quando l’impresa del gas era unica cioè esisteva un unico soggetto che si occupava sia della gestione della rete (tubi e contatori) sia dei contratti e delle bollette a quello che allora si chiamava utente. Il rischio di una mancata lettura per assenza dell’utente ovvero per una morosità era condiviso (se il contatore sta in casa finché non si ottiene l’accesso forzoso giudiziario il gas continua a fluire e resta a carico dell’azienda che è anche il soggetto passivo delle accise).
    Con la liberalizzazione del settore della Vendita del gas, tutte le società esistenti furono costrette a dividersi in due formando una società di distribuzione responsabile della rete e della misura che non ha più nessun rapporto con quello che ora si chiama cliente finale e una società di vendita che invece compra il gas lo vende al cliente finale mandandogli le bollette. Volendo semplificare il venditore compra il gas e poi chiede al distributore gestore delle tubazioni di trasportalo fino a casa del cliente finale e di misurare quanto gas gli ha portato. Le due realtà sono di fatto contrapposte con interessi diversi ma il problema della mancata lettura del contatore perché il letturista (del distributore) non ha trovato il cliente finale casa rimane tanto è vero che nei nuovi regolamenti nessun distributore installa contatori in casa nei di nuovi allacci.
    Ecco perché solo in questi casi l’attività è classificata dalla regolazione tentativo di lettura (che va cmq pagato non potendo per ovvie ragioni sindacali assumere letturisti e dirgli ti pago se ti fanno entrare in casa)
    Cosa si può fare?
    La prima soluzione auspicata dall’AEEGSI qualche anno fa (delibera 159/08 RTDG art.60.2) sarebbe quella di spostare tutti i contatori al piede del fabbricato cosi che il letturista abbia facile accesso alla lettura e al distacco in caso di morosità. Tale soluzione non è facile da percorrere anche perché richiederebbe l’allungamento dell’impianto interno del cliente finale (poi sarebbe difficile ottenere autorizzazioni per la posa sulle facciate dei fasci di tubi in salita uno ogni cliente).
    L’altra soluzione, più avveniristica, è quella di sostituire il contatore con uno in grado di essere letto a distanza (delibera 155/08 e successive). A parte il discorso costi/benefici, il primo intervento massivo in tal senso lo stanno facendo a Biella ma molti avendo paura delle radiofrequenze si stanno opponendo (è interessante sapere che i contatori sono dotati di una valvola di chiusura telecomandata da usare in caso di morosità).
    La soluzione più semplice però esiste già ed è alla portata di tutti i clienti collaborativi. Si chiama AUTOLETTURA ogni venditore di gas è tenuto per legge a mettere a disposizione un servizio di accoglimento delle letture fatte direttamente dal cliente finale. Queste se risultano corrette secondo la regola attualmente vigente per la validazione (lettura attuale > della lettura precedente) assume valore di lettura effettiva è quindi utile anche ai conguagli.
    Se poi il cliente finale, non apre la porta al letturista, non compila l’apposita cartolina lasciata, non legge sulla bolletta che può chiamare il numero di telefono per dire lui stesso quanto segna il contatore, se poi neanche paga …. Va be allora non c’è soluzione …

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    • l’autolettura è da considerarsi l’unica soluzione alle letture stimate che sono inserite nelle fatture e che portano con il tempo alle fatture di conguaglio incontrollabili.
      Ma mentre l’autolettura del cntatore del gas è semplice in quanto si tratta di leggere le cifre riportate dal contatore nel caso dei contatori dell’energia elettrica dato che non è stato fornito alcun libretto di istruzioni, per la maggior parte dei cittadini risulta dificile fare l’autolettura anche perchè i dati da leggere cambiano con il tipo di contatore installato.
      Comunque concordo con il fatto che questa sia l’unica soluzone di combattere le letture stimate che comportano con il tempo fatture di conguaglio onerose e senza la possibilità che siano forniti i dati delle società distributrici come è successo personalmente.

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