Sono sicuri i contatori della luce?

Sono decine di milioni i contatori intelligenti – smart meters-che lampeggiano nelle nostre case.

Dalle bollette sappiamo che misurano l’energia elettrica che consumiamo, ma non sappiamo come sono fatti, come funzionano e come sono gestiti da remoto.

Quando, più di quindici anni fa, sono venuti a installarceli, ci hanno detto che era tutto gratis e che avremmo pagato solo il consumo effettivo e non più acconti.

Non era vero, e ancora oggi paghiamo consumi stimati.

Oltre a un insormontabile problema di metrologia legale, argomento ricorrente del blog, c’è quello della potenziale pericolosità per gli utenti.

Nasce tutto dal marchio CE che, in Europa, dovrebbe garantire la conformità di ogni prodotto che vi circola, alle norme in accordo alle quali viene fabbricato, messo in commercio e utilizzato.

Se il marchio CE, impresso in questo caso sul contatore, non è regolare la presunzione di conformità non sussiste più.

Se il marchio CE non è regolare, chi lo ha installato e chi lo utilizza per fatturare energia incorre in una sanzione amministrativa e alla confisca.

La marcatura CE significa in buona sostanza che qualcuno ha eseguito i test di sicurezza e un manuale ci deve spiegare cosa si deve, o non si deve fare, per evitare i pericoli.

I contatori di energia elettrica, attualmente in servizio, sono contraddistinti da due tipi di marcatura: quella utilizzata prima dell’entrata in vigore in Italia della direttiva europea  MID – marzo 2007 – che riporta il solo simbolo CE come in questa foto:

20150123_171918

e quella utilizzata dopo l’entrata in vigore della MID, dove il simbolo CE è seguito da una M, da due cifre che indicano l’anno di apposizione della suddetta marcatura e dalle quattro cifre che identificano l’Ente Notificatore Europeo che lo ha omologato.

Segue, preceduto da una T, il numero del dossier tecnico depositato sia presso il fabbricante che presso l’Ente Notificatore; quest’ultima indicazione è facoltativa.

La marcatura regolare di tutti i contatori installati dal maggio 2007, a meno del 0122 e del  T10070, deve essere fatta così.

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I contatori pre-MID, sono più di trenta milioni, non sono omologati e non esiste quindi la garanzia che rispondano ai criteri di sicurezza; non é neppure chiaro perché sia stata apposta la marcatura CE.

Dei contatori omologati MID viene invece attestata la conformità a un modello depositato, sia per quanto attiene alle norme metrologiche che a quelle di sicurezza, chiaramente previste appunto dalla direttiva MID.

La MID prevede infatti che, all’installazione del contatore, venga consegnato all’utente il manuale d’istruzioni e d’uso e la “Dichiarazione di Conformità”, firmata dal legale rappresentante della società che lo ha fabbricato, o l’ha immesso sul mercato.

La dichiarazione, in pratica, garantisce l’utente che i criteri di fabbricazione e di prova del contatore installato sono stati rispettati.

La dichiarazione di conformità attesta altresì che l’azienda che fabbrica il contatore, ha depositato un fascicolo tecnico presso l’Ente Notificatore Europeo che lo ha omologato, il quale, a richiesta dell’utente, può essere consultato.

 

6 pensieri su “Sono sicuri i contatori della luce?

  1. ma il simbolo “ce” nella forma e nella misura riportato in foto; non corrisponde a comunità europea bensì a chaina export. attendo notizie sul fatto. grazie. emanuel caruso

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    • Vero. Non corrisponde al marchio legale europeo.Il marchio CE deve corrispondere a quello indicato dalla legge e se è sbagliato deve assolutamente essere corretto o il prodotto, sul quale è apposto, ritirato dal mercato. L’ammenda in tali circostanze va dai 500 ai 1500 euro, per ogni contatore. Sull’interpretazione “china export” non mi pronuncio.

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  2. Egr.sig. Beltrame
    Mi sembra fuori luogo che l’ENEL possa consegnare un documento che non è stato mai redatto in quanto gli strumenti installati entro il 2006 sono privi di qualsiasi etichettatura che ne attesti la conformità.
    Anzi diciamo che sono entrati di straforo in Italia in quanto il marchio CE non è quello depositato presso la Comunità Europea perché è quello tipico di China Export.
    Oltretutto manca la M e quindi possiamo concludere che l’ENEL ha effettuato una bella operazione di sostituzione dei vecchi contatori a disco a suo uso e consumo.
    Come faccio a sapere se i dati dei contatori sono, diciamo, esatti quando non esiste società che ne attesti la conformità.
    E poi i dati forniti dalle società distributrici non collimano mai con quanto viene rilevato dal cliente non solo a distanza di tempo ma anche dopo un giorno.
    Il che mi fa sospettare che la telelettura sia affetta da qualche errore a favore delle società fornitrici di energia. Come mai?
    Quanto sto asserendo è successo con la lettura del mese scorso: figuriamoci con le fatture di conguaglio che arrivano dopo tre anni, chi le controlla?
    Un saluto Guseppe Costantini

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