Paghiamo un servizio inesistente

Nessuno legge i contatori!

Nuovi o vecchi, intelligenti o scemi, legali o meno, accesi o spenti. milioni di utenti pagano un consumo stimato solo perché nessuno legge i contatori.

Quelli della luce dovevano darci, in tempo reale, tutte le informazioni sul nostro consumo per farci risparmiare! Ma erano tutte balle: I contatori erano si intelligenti ma per quelli che l’energia la vendono e non per noi consumatori!

La procedura corretta dovrebbe essere: il distributore legge, comunica il dato al fornitore il quale emette la bolletta.

Ma il distributore non legge, anche se è pagato per farlo, mentre al fornitore la lettura del contatore non interessa  perché è meglio fatturare consumi sempre maggiori di quelli effettivi.

In questo modo i consumi stimati diventano storici, mentre passano anni prima di una lettura effettiva.

Se un utente legge il contatore, quando ha la fortuna di trovarlo acceso, verifica i numeri con quelli delle bollette e si accorge della differenza, si preoccupa e scrive al fornitore il quale risponde con la lettera in fondo all’articolo.

Il fornitore scarica così la responsabilità sul distributore che non fa il suo dovere e, in assenza di dati recenti, avvisa l’utente che le fatturazioni sono in linea con i consumi: ma non è vero!

E’ inaccettabile che i consumatori paghino con la bolletta un servizio non reso quando, come in questo caso, i contatori elettronici erano stati installati, a loro spese, proprio per leggere puntualmente i consumi effettivi.

Tutti lo hanno dimenticato, anzi si sono dimenticati proprio del contatore: non sanno dov’è, magari è spento, magari è quello del vicino di casa.

Nessun chiede il rimborso per un servizio non reso e nessun chiede una verifica del contatore per essere certo che è il suo.

Le giustificazioni del fornitore  sono patetiche, come il richiamo alle norme vigenti che invece impongono proprio le letture.

E l’Autorità….. dorme!

Il fornitore, in questo caso preannuncia anche un rimborso, relativo ai consumi di due anni prima, dicendo di aver sollecitato i dati al distributore: la presa per i fondelli è ormai diventata regola e va bene a tutti.

Il fornitore si finanzia a spese dell’utente, e lo Stato incassa accise, imposte e IVA non dovute.

Quanti sono i casi come questo? E quanti sono i milioni di euro che ballano ?

Conviene a tutti che i contatori non vengano letti, a tutti meno che al consumatore.

Questa è la lettera del fornitore.

distributore inadempiente

8 pensieri su “Paghiamo un servizio inesistente

  1. Spero vivamente che i cittadini si facciano carico di controllare assiduamente i consumi rilevati dai contatori perché almeno con l’autolettura si riesce a fare una fotografia più realistica della situazione dei consumi da fatturare anche se, ogni volta che ho fatto dei doverosi appunti tramite il numero verde, mi sono sentito rispondere che le società hanno cinque anni di tempo per poter richiedere eventuali conguagli.
    Certo che con l’andazzo esistente in cinque anni con tutti i conguagli richiesti sai quanti consumi possono fatturare senza verifica, anche se, a detta delle società, i dati sono forniti dal distributore.
    Comunque penso che la soluzione si possa trovare che l’autolettura sia accompagnata dalle foto fatte al contatore in tempo reale: il che renderebbe molto improbabile che le società possano emettere fatture che non siano aderenti ai consumi segnati dal contatore.
    Sarà questa la politica da me adottata per il futuro: inviaerò un messaggio dicendo che tutte le letture saranno accompagnate dalle foto.
    Voglio proprio vedere che cosa sranno capaci di inventarsi per aggirare l’ostacolo.
    Grazie per la disponibilità.
    Sappia comunque che ho contestato all’ENEL la conformità del contatore e ho preparato una richiesta specifica che ho scaricato da Internet per ottenere il certificato di conformità cui naturalmente non risponderanno.

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  2. Egr. dott. Beltrame
    quella della lettura dei contatori e della relativa fatturazione in base ai consumi è una vera e propria barzelletta.
    Infatti mi è pervenuta, dopo tre anni, una fattura per un conguaglio relativo ad un vecchio contratto per € 200,56 relativo alla fornitura di energia elettrica da parte di Enel Energia.
    Ho contestato immediatamente detta fatturacon diverse raccomandate nelle quali ho chiesto espressamente che mi fossero comunicate le letture fatte dal distributore nel periodo incriminato anche sulla base della deliberazione del 16/10/2014 da parte dell’Autorità Garante per l’Energia Elettrica, il Gas e Servizio Idrico che forse molti non conoscono.
    Dal mese di novembre 2014 sto ancora aspettando una risposta che mi chiarisca quanto richiesto nelle raccomandate che attualmente sono arrivate a cinque.
    Ho cercato anche di contattare l’ACEA, responsabile della Distribuzione dell’Energia Elettrica nella mia zona ma è come parlare al deserto.
    Reputo il comportamento delle società lesivo del diritto di un cittadino di fornire adeguate giustificazioni sulle fatture emesse in quanto, a parte quanto dovuto per i consumi, gravano sulle stesse le imposte dovute allo Stato.
    E non mi sembra corretto emettere fatture in qualche caso gonfiate quando su detto importo gravano le sunnominate imposte.
    A parte il fatto che, da notizie prelevate da Internet, risulta che il contatore si aggiorna ogni due minuti mentre i dati sono forniti ogni mese dal distributore al fornitore.
    A questo punto mi chiedo come mai le società fornitrici hanno bisogno di emettere fatture di conguaglio dopo diversi anni quando la società distributrice dovrebbe attuare detta procedura e fornire i dati rilevati ogni mese?
    Quando le società saranno in grado di rispndere a questo quesito anche obbligate dal Garante forse allora mi sentirò più sicuro di avere un rapporto fiduciario: oggi non é così in quanto le fatture sono gonfiate con la scusa che detti valori sono forniti dai distributori.

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    • Grazie Giuseppe. Il problema nasce dal consumatore/utente che non s’informa per principio. Allora, siccome non s’informa, gli mettono in casa il contatore intelligente e gli dicono che non si deve preoccupare. Il contatore intelligente è piuttosto complicato da interpretare, quando non è spento e quindi l’utente/consumatore non legge neppure quello. Glielo leggono da remoto ma non è dato a sapere come venga gestito il dato.Ora, dopo aver tanto scritto sull’argomento sono arrivato alla conclusione che la lettura del contatore non serve al sistema, che va avanti con le letture presunte e non serve all’utente perché non va a verificare.A malapena sa quello che paga ma non sa quasi mai quanto consuma. Il paese è questo e salvo pochi casi, come il tuo, bisogna farsene una ragione.

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