Contatori illegali: replica a Enel

L’ufficio stampa di Enel giudica il mio articolo pubblicato su Linkiesta“destituito di ogni fondamentopesantemente diffamatorio e gravemente lesivo della reputazione di Enel” e diffida il giornale.

In merito allo stato di illegalità di decine di milioni di contatori operanti in Italia, si fa riferimento all’articolo 692 C.P. che recita:

Chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, o in uno spaccio aperto al pubblico, detiene (1) misure o pesi (2)[472 2] diversi da quelli stabiliti dalla legge, ovvero usa misure o pesi senza osservare le prescrizioni di legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centotre euro a seicentodiciannove euro.

In un’attività commerciale, com’é la vendita di energia elettrica contro un corrispettivo, la legge vieta l’utilizzo di pesi e misure diversi da quelli che la stessa legge stabilisce e chi usa pesi o misure senza osservare le prescrizioni di legge viene sanzionato.

  • L’art. 11 del Testo Unico delle Leggi Metriche stabilisce che per determinare le quantità, devono essere impiegati strumenti legali.
  • L’articolo 12 li definisce: “sono legali quegli strumenti che sono stati sottoposti alla Verificazione prima e alla verificazione periodica. In ciascuna di queste, il Verificatore appone i pertinenti bolli metrici”

Gli strumenti di misura sprovvisti di bolli sono pertanto illegali e da qui il sequestro amministrativo da parte del Prefetto.

Per essere legale, lo strumento deve rispondere ai requisiti del Regolamento di Fabbricazione Metrica oppure essere ammesso alla verifica metrica da un apposito Decreto Ministeriale. Nei due casi vengono stabiliti le caratteristiche costruttive, i requisiti metrologici e le condizioni d’impiego dello strumento.

La legge del 1890 prevede che gli strumenti di misura utilizzabili siano quelli della Tabella B allegata alla Legge (Testo Unico delle leggi metriche 1890/7088), e altri non ancora contemplati, purché, con le procedure di cui all’art. 6 e 7 del Regolamento di Fabbricazione e, previa opportuna domanda e istruttoria tecnica, il Ministero rilasci il Decreto Ministeriale d’ammissione.

ENEL, come il sotto-segretario De Vincenti risponde all’interrogazione Parlamentare del 17/10/13, non ha mai presentato alcuna domanda di Verificazione prima per i suoi contatori.

Non essendo stata presentata domanda di Verificazione Prima al Ministero, i contatori dell’Enel non hanno conseguito alcuna omologazione ed è quindi impossibile sottoporli a verifica, sia essa periodica o in contraddittorio con l’utente.

Non poter effettuare una verifica periodica dello strumento lede il diritto del consumatore.

Ecco la ragione dei provvedimenti sanzionatori nei confronti di chi immette illegittimamente sul mercato strumenti di misura non omologati e li impiega in rapporto con terzi, con gravissima lesione di legge, non disgiunta al conseguente vulnus del principio di tutela della fede pubblica al cui rispetto è preposto, nel vigente Ordinamento Giuridico, il servizio metrico.

I sequestri confermati dal Prefetto di Milano, ma disconosciuti dal Ministero, vengono effettuati perché i contatori risultano sprovvisti dei sigilli metrici che attestano l’esecuzione della Verificazione prima metrologica, prevista dall’art. 12 del Testo Unico delle leggi metriche. In sostanza, l’apposizione dei sigilli su uno strumento di misura identifica la sua legalizzazione.

L’allora Ministero competente non sollecitò azioni che costringessero Enel a omologare il contatore, lasciando che l’installazione di decine di milioni di contatori potesse avere luogo in pacifica violazione della legge.

In merito alle altre considerazioni di Enel:

  • non si comprende il taumaturgico ruolo di IMQ, cui non competeva la verifica metrico-legale di strumenti non omologati, nell’apporre marcature del tutto inefficaci a tale effetto;
  • non si comprende a che scopo venga richiamata l’Autorità per l’energia che, non solo non ha alcuna competenza in metrologia legale, ma, con la sua delibera 292/06, travisava in totalmente la realtà;
  • non si comprende come la direttiva MID che, solo dal 2007, consente la commercializzazione in Europa di contatori omologati e legali, possa estendere a decine di milioni di contatori illegali, i medesimi titoli di legalità;
  • non si comprende come il decreto di recepimento della direttiva MID, abbia potuto sortire il salvifico effetto di rendere legale quello che legale non era, non é e non sara mai, consentendone peraltro  l’utilizzo a vita.

E’ scandaloso non poter effettuare una verifica in contraddittorio, come per gas e acqua, alla presenza di un Ispettore Metrico, e non di un “tecnico di fiducia”.

Ecco perché il Prefetto di Milano prosegue nelle azioni di sequestro di contatori illegali, sanzionando  il distributore e il fornitore, imponendone la distruzione e la sostituzione con altri di tipo legale.

 

5 pensieri su “Contatori illegali: replica a Enel

  1. Egr. ing. Beltrame
    sono andato a vedere le competenze dell’AEEGSI e leggo:
    “Le competenze “L’Autorità regola i settori di competenza, attraverso provvedimenti (deliberazioni) e, in particolare:
    Stabilisce le tariffe per l’utilizzo delle infrastrutture, garantisce la parità d’accesso, promuove, attraverso la regolazione incentivante gli investimenti con particolare riferimento all’adeguatezza, l’efficienza e la sicurezza;
    Assicura la pubblicità e la trasparenza delle condizioni di servizio;
    Promuove più alti livelli di concorrenza e più adeguati standard di sicurezza negli approvvigionamenti, con particolare attenzione all’armonizzazione della regolazione per l’integrazione dei mercati e delle reti a livello internazionale;
    Definisce i livelli minimi di qualità dei servizi per gli aspetti tecnici, contrattuali e per gli standard di servizio;
    Promuove l’uso razionale dell’energia, con particolare riferimento alla diffusione dell’efficienza energetica e all’adozione di misure per uno sviluppo sostenibile;
    Aggiorna trimestralmente le condizioni economiche di riferimento per i clienti che non hanno scelto il mercato libero;
    Accresce i livelli di tutela, di consapevolezza e l’informazione ai consumatori;
    Adotta provvedimenti tariffari e provvede all’attività di raccolta dati e informazioni in materia di servizi idrici;
    Svolge attività di monitoraggio, di vigilanza e controllo anche in collaborazione con la Guardia di Finanza e altri organismi, fra i quali la Cassa Conguaglio per il settore elettrico, il GSE, su qualità del servizio, sicurezza, accesso alle reti, tariffe, incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate e in materia di Robin Hood Tax.
    Può imporre sanzioni e valutare ed eventualmente accettare impegni delle imprese a ripristinare gli interessi lesi (dlgs 93/11).”
    Dove sta scritto che può legalizzare uno strumento di misura ai fini della fatturazione dell’energia elettrica (vedi contatore elettronico) visto che, per ottenere tale riconoscimento, è obbligatorio che ci ci sia una società riconosciuta ai fini della certificazione e conformità del prodotto come previsto dalla normativa europea e da quello che traspare tutti i contatori elettronici impiegati fino al 2006 non hanno questa caratteristica.
    Non solo il dato fatturato non è quello del contatore ma quello inviato alla centrale di distribuzione tramite un sistema di telelettura del quale non si conoscono le caratteristiche.
    Altro che Far West!!
    Siamo nel caos più assoluto al fine di tutelare le grandi società di distribuzione.
    Saluti Giuseppe Costantini

    Mi piace

  2. Buonasera Beltrame,
    le riporto un articolo uscito qualche giorno fa su Quotidiano Energia, relativo all’argomento:

    «Contatori elettrici, in arrivo i controlli metrologici
    De Vincenti: adottato il regolamento Mise di attuazione della direttiva Mid, si attende la registrazione della Corte dei Conti per le prime verifiche
    Roma 3 aprile 2015
    Dovrebbero partire a breve i controlli metrologici per i contatori elettrici previsti dalla direttiva europea Mid (recepita in Italia con D.Lgs 22/2007), visto che il regolamento ministeriale di attuazione che disciplina tali verifiche, “è stato adottato nelle scorse settimane e si è ora in attesa della sua registrazione da parte della Corte dei Conti e della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Immediatamente dopo la sua entrata in vigore si intende attivare i primi cicli di controlli”.
    A spiegarlo è il vice ministro Claudio De Vincenti, rispondendo ieri a un’interrogazione presentata in commissione Attività Produttive alla Camera dal deputato 5 stelle Crippa sull’omologazione dei contatori elettrici installati in Italia.
    Il Mise intende anche procedere all’adozione di un accordo procedimentale con Unioncamere, Autorità per l’Energia, Accredia e Agenzia delle Dogane “per coordinare e migliorare l’efficacia dei rispettivi interventi in materia e per evitare duplicazioni di adempimenti e di oneri”.
    Nell’interrogazione si faceva presente che all’interno delle procedure d’infrazione avviate lo scorso febbraio la Commissione europea ha rilevato che “non è stato recepito l’obbligo secondo cui i contatori installati conformemente alle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE consentono informazioni sulla fatturazione precise e basate sul consumo effettivo”.
    Nella risposta il vice ministro ha però fatto presente che, relativamente ai misuratori “intelligenti” dei consumi di elettricità e gas naturale, la disposizione è stata nella sostanza recepita, seppure utilizzando una dicitura non perfettamente corrispondente a quella inserita in direttiva”.
    Infine, l’interrogazione ha posto l’accento sulla scadenza di settembre 2015, quando “i consumatori elettrici riceveranno una nuova bolletta elettrica, in grado di assicurare una maggiore trasparenza e trasferire informazioni utili ai consumatori”.
    A fronte di ciò, però, “gli apparecchi installati nelle nostre abitazioni non risulterebbero essere adeguati al compito di assicurare la necessaria trasparenza, certezza e imparzialità nel calcolo dei consumi”; poiché quasi 40 milioni di misuratori “non sono mai stati certificati da un ente terzo indipendente”.
    A tal riguardo De Vincenti ha evidenziato come “la stessa direttiva europea richiamata nell’atto di cui si discute consente il mantenimento in servizio dei contatori installati anteriormente alla sua decorrenza” e che le notizie disponibili e i controlli comunque effettuati anche per iniziativa dell’Autorità di regolazione “non avevano e non hanno confermato il rischio di generalizzate situazioni di malfunzionamento dei contatori stessi e di diffusi errori di misura”.»

    Se le serve, ho anche il testo dell’interrogazione del M5S e della risposta del sottosegretario De Vincenti; mi faccia sapere. Saluti.
    Romeo Tavoni

    Mi piace

    • Grazie Romeo. La direttiva MID é del 2004 e viene recepita dall’Italia nel 2007. Siamo nel 2015 e non si sa ancora come provare i contatori MID. Perché tanto tempo? Perché ci sono 35 milioni di contatori pre-MID, che non sono stati omologati da nessuno, sono illegali e non possono essere provati legalmente. Ma, come dice il Ministro, il decreto di recepimento della direttiva MID consente a 35 milioni di contatori illegali di funzionare illegalmente, purché non vengano rimossi. Non si hanno,contrariamente a quanto affermato dal Ministro,“notizie e risultati di controlli comunque effettuati anche per iniziativa dell’Autorità di regolazione”. Nessuno può verificare legalmente quei contatori perché, non essendo omologati, non esistono le procedure legali applicabili alle prove e l’Autorità non ha alcuna competenza in metrologia legale. Dire che “non avevano e non hanno confermato il rischio di generalizzate situazioni di malfunzionamento e di diffusi errori di misura “ senza alcun documento che lo dimostri, è un’illazione.
      Il link dell’interrogazione parlamentare della scorsa settimana http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/05242&ramo=CAMERA&leg=17

      Mi piace

  3. Bellissimo articolo, come del resto tutti quelli dell’ing. Beltrame.
    Bello anche il gioco di equilibrismi della lettera enel.

    Ma scusate, che poteri sono stati attribuiti all’AEEGSI di infierire sui cittadini italiani? E chi li avrebbe concessi all’AEEGSI?

    E perchè l’AEEGSI “ha prescritto a ciascuna azienda di distribuzione dell’energia elettrica di installare e di mettere in esercizio, entro giugno 2011, almeno il 95% dei contatori elettronici”?

    C’è qualcuno che possa illustrare in concreto “i vantaggi che sarebbero derivati ai singoli cittadini dalla messa in servizio di tali apparecchiature” ? Almeno uno concreto!

    Non sempre una nuova norma è una buona norma, c’è chi grazie ad una nuova norma risulta ingiustamente innocente di un reato commesso. Una cosa sono le norme e le leggi – create dall’uomo, quindi dai suoi interessi – una altra è la giustizia etica.

    E’ fondamentale che piu’ persone possibili – non connesse col potere e i suoi interessi – prendano coscienza ed agiscano in difesa dei diritti e degli interessi propri e di quelli degli altri (e di riflesso dei propri) !

    Mi piace

    • bisogna leggere la 292/06 per capire il ruolo di AEEGSI in questa torbida faccenda. tutti poi si sono giustificati con ” lo dice l’authority !” ma è una balla! comunque non preoccuparti tifone, si sta ripetendo il giocetto con il gas e sarà, più o meno la stessa cosa.il consumatore italiano non prende mai coscienza, ed è su ciò che il potere, a ragione, approfitta.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...